Lo scorso 5 febbraio un’anziana novarese, ultraottantenne, è stata vittima di un ingegnoso e pericoloso raggiro. La donna riceveva una telefonata da un sedicente appartenente alle Forze dell’Ordine, il quale la convinceva che i suoi dati personali fossero stati rubati e che fosse indagata per un furto di preziosi in una gioielleria cittadina. Per risolvere la situazione, l’interlocutore le assicurava che un collega sarebbe passato da casa sua per ritirare contanti e gioielli, restituendoli in caso di mancata corrispondenza con quelli rubati.
L’azione criminosa: furto e violenza
Mentre era ancora al telefono con il falso carabiniere, alla porta dell’abitazione si presentava un giovane trentenne, qualificatosi come agente. L’uomo riusciva a farsi aprire la cassaforte dalla vittima, impossessandosi di contanti e gioielli per un valore stimato in oltre 30.000 euro. Per garantire la fuga, il malvivente spingeva l’anziana a terra, provocandole la frattura composta di due coste, con prognosi …
